giovedì 27 aprile 2017

UCCIDETE PURE ME, MA L'IDEA CHE E' IN ME NON LA UCCIDERETE MAI.

Incursione urbana, nella zona di Roma Flaminio 1: Quella compresa tra Piazzale Flaminio e Viale delle Belle Arti. Il Titolo dell'evento è una frase, la più famosa, pronunciata da Giacomo Matteotti, che proprio in questa parte del quartiere flaminio, e precisamente in via Pisanelli 40, abitava, nel 1924, e fu nei pressi della sua abitazione che il 10 giugno del 1924 fu "prelevato" mentre si recava in parlamento. L'incursione urbana prenderá quindi in esame, la storia e lo sviluppo urbanistico della prima parte del primo dei quartieri, fuori dalle mura aureliane creati nel 1911: Flaminio, prendendo in considerazione la vocazione, le contraddizioni, di quartiere borghese e industriale (di cui un residuo é costituito da Borghetto flaminio) al contempo. Sarà possibile da una parte ammirare architetture in stile neorinascimentale e del cd Barocchetto Romano come il Palazzo della Marina, e i palazzi dell'ingegnere Gra in viale delle Belle Arti, e dall'altra constatare la presenza di palazzine in stile razionalista come quelle presenti in lungo Tevere delle navi 22. Giacomo Matteotti verrà ricordato sotto la sua abitazione e nel punto in cui fu rapito. Il deputato socialista non fu l'unico personaggio a vivere in questa zona, anche Fausto Pirandello, pittore, e figlio del ben più noto Luigi decise di stabilire il suo studio in questa zona di Roma, e lo scultore norvegese naturalizzato americano Christian Andersen, amico prediletto di Henry James scelse di dimorare qui. Faremo quindi un viaggio, culturale e della memoria a passeggio tra le vie di uno dei quartieri piú contradditori di Roma. L'appuntamento è per domenica 7 maggio alle ore 15.30 in Piazzale Flaminio davanti all'entrata di Villa Borghese. L'incursione urbana verrà tenuta dalla dott.ssa e guida turistica  autorizzata Miriam Comito. Il costo di partecipazione é di 8 euro a persona. Per partecipare  occorre  inviare una mail a miriamcomito@gmail.com

domenica 16 novembre 2014

Visita guidata alla chiesa di Sant'Onofrio al Gianicolo sabato 22 novembre


Sabato 22 novembre 2014 andremo alla scoperta di una delle più affascinanti e meno conosciute chiese di Roma: S. Onofrio al Gianicolo.
  Nel 1419,sul sito dove sorge l'attuale chiesa,(la parte del Gianicolo, allorra denominato "Colle ventoso" era stato fatto costruire un romitorio dal beato Nicola da Forca Palena. Già nel 1437 l'eremo venne trasformato in chiesa, e due anni dopo affidato alla congregazione degli eremiti di S.Girolamo,.
Il piccolo chiostro del convento è forse la parte più antica del complesso: costruito nel periodo della fondazione, con galleria porticata al piano superiore.  Le lunette però furono affrescate con storie di sant'Onofrio ad opera del Cavalier d'Arpino e scuola, in occasione del giubileo del 1600.La chiesa,  possiede pregevoli opere pittoriche  che vanno dal XV al XVII secolo. Nel complesso architettonico, infatti, si possono ammirare, alcuni tra i più noti pittori del primo rinascimento come  il Pinturicchio e Baldassarre Peruzzi, quest'ultimo più conosciuto come architetto, ed esponenti della pittura classica seicentesca come il Domenichino e Annibale Carracci. La chiesa è  preceduta da un sagrato erboso chiuso su due lati da un piccolo portico. Sul lato di fronte alla chiesa vi è la cappella affrescata della Madonna del Rosario, eretta all'inizio del 600 da Guido Vaini, patrizio di Imola, per sé, sua moglie Lucrezia Magalotti patrizia di Firenze e i loro 12 figli e discendenti. 
Il luogo, assai suggestivo e panoramico, è noto, particolarmente, per aver dato rifugio alle ultime angosce di Torquato Tasso, autore della "Gerusalemme liberata" che vi arrivò da Napoli dietro la promessa di Clemente VIII di incoronarlo poeta, La laurea non ebbe luogo, tuttavia, in quanto il poeta vi morì il 25 aprile del 1595 In omaggio al Tasso, Sant'Onofrio divenne così una delle tappe di artisti e letterati in visita a Roma, tra cui Giacomo Leopardi, Chateaubriand e Goethe.
L'appuntamento è per sabato 22 novembre alle ore 10 in Piazza di S.Onofrio 2
il  costo è di 8 euro per partecipante.
Prenotazione obbligatoria scrivendo a miriamcomito@gmail.com

domenica 9 novembre 2014

VISITA GUIDATA A VILLA SCIARRA DOMENICA 16 NOVEMBRE

Domenica 16 novembre andremo alla scoperta di Villa Sciarra, una delle più affascinanti tra le ville gentilizie romane. Adagiata tra il Gianicolo e Monteverde, Villa Sciarra,  fu teatro nel 1849 della battaglia combattuta in difesa della Repubblica Romana dai patrioti taliani comandati dai generali Avezzana e Garibaldi, contro le truppe francesi al comando del generale Oudinot, che riuscendo ad aprire numerose brecce nelle mura si impadronirono dei bastioni dal sesto al nono e quindi di occupare Roma il 3 luglio.  Il luogo, attualmente un'oasi di verde delimitata dalle mura di Urbano VIII, via Calandrelli e Via Dandolo, ha avuto sin dai tempi più antichi una destinazione a orti e vigne. Ne è testimonianza il fatto che Rodolfo Lanciani vi localizzasse nella Forma urbis gli orti di Cesare, dove aveva probabilmente soggiornato Cleopatra. Inoltre nelle adiacenze, al numero 45 di via Dandolo c'è l'entrata del Tempio siriaco del Gianicolo( Apertura su richiesta alla sovraintendenza e per motivi di studio). La popolazione di trastevere in epoca classica era composta in gran parte da schiavi, liberti o cittadini appartenenti alle classi sociali più basse, provenienti, provenienti da ogni parte del Mediterraneo: ebrei, egiziani, siriani. Fin dai tempi antichissimi in questo luogo,  nelle immediate vicinanze si trovava il Lucus Furrinae , divinità forse di origine etrusca. L'arcaica dela legata al suo bosco e alla sua sorgente era una divinità ctonia, incarnazione dello spirito vitale della natura, protettrice delle acque.Presso il Lucus Furrinae avvenne  il tragico episodio della morte di Gaio Gracco, che qui si era rifugiato per sfuggire ai suoi nemici, dopo essersi inutilmente asserragliato sull'Aventino.
In seguito al culto di Furrina si sovrappose e associò quello di una o più divinità orientali, come Hadad e Atargatis. Nel II sec. d.c. al culto delle ninfe furrine era associato quello di Hadad assimilato a Giove Heliopolitano.
Il 29 novembre 1653 il cardinale Antonio Barberini acquistò la villa, che rimase di proprietà della famiglia con alterne vicende( passò per 30 anni al cardinal Pietro Ottoboni dal 1710 al 1740 anno della morte di quest'ultimo), fino a quando l'ultima discendente dei Barberini: Cornelia Costanza Barberini (1716-1797) andò in sposa a Giulio Cesare Colonna di Sciarra. Nel 1886 era già stato approvato un progetto di lottizzazione di tutta l'area. Nel 1902 intervennero il diplomatico americano George Wurts e sua moglie Henriette Tower e acquistarono la villa, abbellirono il giardino con fontane e statue provenienti dalla villa lombarda viscontea di Brignano d'Adda, ancora in sito. Come la fontana dei vizi, la fontana dei puttini, il ciclo dei mesi ed altre meraviglie. Dopo la morte del marito Henriette donò la villa allo stato italiano.
La villa possiede una vasta e variegata flora, più di 150 tipi diversi tra alberi, piante e arbusti, molti dei quali provenienti dall'Africa e dall'Asia. Dal 1932 nella villa è ospitata la sede dell'Istituto italiano  di studi germanici.
Il parco della villa come tipologia, è difficile da classificare, in esso si sommano e si fondono le influenze dei giardini all'inglese, alla francese e all'italiana. la dislocazione delle fontane e delle statue in angoli appartati lungo i viali, è lontana dall'ideale teatrale solenne dei giardini barocchi ma si avvicina ad uno spirito più propriamente settecentesco.
Il costo della visita è di 8 euro a persona. 
Prenotazione obbligatoria a miriamcomito@gmail.com Appuntamento all'entrata della villa in via Calandrelli 35